Nasce Salute in Comune

Proprio così, dopo mesi di incontri, messaggi chat e riunioni tra sindaci, ex sindaci, amministratori e cittadini abbiamo deciso di mettere su un blog dove raccogliere dati, proposte e nefandezze sulla sanità territoriale.

Dopo la Conferenza e Assemblea dei sindaci del 4 settembre ci sembra doveroso continuare nel nostro lavoro di stimolo verso le istituzioni.

Vogliamo essere strumento per i cittadini e per le associazioni per rilevare ciò che non va, o che si percepisce che non vada, per elaborare proposte e verificare lo stato di salute della nostra sanità territoriale.

Potete contattarci all’indirizzo mail saluteincomunebiella@proton.me

Richiesta chiarimenti aumento delle Tariffe del Parcheggio dell’Ospedale di Biella

Comunicato Stampa

Le minoranze consiliari dei Comuni di Mongrando, Cavaglià, Movimento 5S Biella e Roppolo, unite dalla piattaforma civica Salute in Comune Biella, esprimono ferma contrarietà all’aumento della tariffa giornaliera di sosta presso il parcheggio del Nuovo Ospedale di Biella a Ponderano (passata da €1,00 a €1,50 dal 1° novembre 2025).

L’incremento, pari al 50% e ben superiore al mero adeguamento ISTAT, penalizza l’intera comunità biellese che fruisce di un presidio sanitario pubblico vitale per il territorio.

Salute in Comune Biella è un blog/piattaforma civica nata dall’iniziativa di amministratori, cittadini ed ex sindaci del Biellese. Il suo scopo è rilevare e denunciare le criticità della sanità territoriale, elaborare proposte concrete e monitorare lo stato di salute della nostra sanità, agendo come voce critica e propositiva per i cittadini.

Attraverso un’interrogazione presentata in diversi Comuni, i gruppi di minoranza sottolineano le seguenti criticità:

  • Aumento Ingiustificato e Sproporzionato: L’incremento di €0,50 non trova giustificazione in un miglioramento dei servizi sanitari ed è stato motivato dal Comune di Ponderano con la generica esigenza di “garantire l’equilibrio economico-finanziario della concessione” (Gestopark). L’adeguamento ISTAT avrebbe giustificato un aumento massimo di circa €0,20.
  • Tempo di Sosta Gratuita Insufficiente: I soli 30 minuti di gratuità sono totalmente inadeguati per l’espletamento di visite, accertamenti di routine o l’accompagnamento di persone fragili, configurandosi come una vera e propria penalizzazione.
  • Decisione Unilaterale: L’aumento è stato deciso dal solo Comune di Ponderano, senza il coinvolgimento formale e la condivisione con i Comuni limitrofi, nonostante il servizio sia di interesse per l’intero bacino biellese.
  • Carenze Gestionali (Trasparenza e Servizi): Si segnalano gravi problemi nella gestione del servizio, tra cui:
    • Presenza di un solo parcometro funzionante.
    • Assenza di sistemi di pagamento digitali (App).
    • Scarsa trasparenza sulla natura del ticket (giornaliero o ad ingresso).
    • Mancanza di percorsi pedonali sicuri e definiti.

Le minoranze, unite in questa battaglia di civiltà, interrogano le rispettive amministrazioni e il Comune di Ponderano per ottenere risposte e impegni su tre fronti principali:

1. Trasparenza Economica e Misure Correttive:

Si chiede di conoscere su quali dati contabili concreti si fondi la valutazione del presunto “disequilibrio economico” e se siano stati esaminati i bilanci effettivi della società concessionaria. Contestualmente, si sollecitano misure correttive immediate, tra cui:

  • Incremento dei parcometri e introduzione di pagamenti tramite App.
  • Estensione del periodo di sosta gratuita da 30 a 60 minuti.

2. Coordinamento Territoriale e Politiche Condivise:

Si valuti l’istituzione di un Tavolo Intercomunale Biella e Comuni limitrofi)per ridefinire competenze, oneri e politiche tariffarie del parcheggio di una struttura sanitaria sovra-comunale.

3. Intervento Istituzionale Conferenza dei Sindaci ASL BI:

I sindaci del Biellese devono farsi portavoce, in sede di Conferenza dei Sindaci dell’ASL BI, della richiesta di:

  • Verificare la proporzionalità dell’aumento rispetto all’interesse pubblico.
  • Valutare e introdurre forme di gratuità o abbonamenti agevolati per i pazienti fragili (malati cronici, caregiver, lungodegenze, ecc.).
  • Garantire piena trasparenza sui margini economici della gestione del parcheggio.

Le minoranze concludono ribadendo che la Conferenza dei Sindaci deve essere formalmente convocata per discutere collegialmente l’impatto sociale di questa decisione e ristabilire il primato del diritto alla salute sul profitto.


Contatti per la Stampa:

saluteincomunebiella@salute-in-comune

I passi fatti e da fare per i Parkinsoniani biellesi

Intervista a Eugenio Zamperone, Presidente degli Amici Parkinsoniani Biellesi. Conferma la quasi conclusione delle linee guida per la presa in carico dei pazienti di Parkinson (PSDTA), ma non sembra che sia cosa fatta, come avevamo inteso durante l’assemblea dei Sindaci del 4 settembre. Racconta le attività dell’associazione e del prossimo Festival Mano a Farfalla. Buona lettura


D: Nella Assemblea/Conferenza sulla Sanità del 4 settembre sono girate delle sigle oscure, come PSDTA. Ci spieghi cosa vogliono dire e cosa hanno a che fare con i malati cronici?

Eugenio: Il brutto acronimo PSDTA nasconde una cosa importante per i malati di Parkinson e le loro famiglie. Il Percorso di Salute Diagnostico Terapeutico Assistenziale è la linea guida per eccellenza per affrontare la malattia nelle sue molteplici fasi e caratteristiche. Per la nostra realtà Biellese siamo fiduciosi che veda la luce entro il prossimo mese di novembre e che diventi operativo sin dal prossimo anno.


D: Cosa hanno a che fare con le Case della Salute?

Eugenio: La Casa della Salute è il contenitore ideale per affrontare i passaggi territoriali delle cure per il Parkinson ed un luogo importante della presa in carico globale del paziente. Si integra naturalmente con tutti gli altri aspetti, ospedalieri, riabilitativi ed assistenziali.

A regime, l’intero territorio del  Biellese dovrà essere ” coperto”, così da garantire un approccio uniforme ed omogeneo alla malattia

D: Quanti sono i malati di Parkinson nella Provincia di Biella e quanti sono in contatto con l’APB?

Eugenio: Il momento associativo, nel nostro caso l’ Associazione Amici dei Parkinsoniani Biellesi (APB), è davvero importante perché si pone come interlocutore diretto e privilegiato verso gli oltre 500 malati del nostro territorio. Poiché il miglioramento delle cure consente una maggior durata  e una crescente qualità di vita,  si osserva un progressivo incremento del numero dei malati. Se oggi l’Associazione si relaziona con circa il 20 per cento del totale dei malati ( quindi un centinaio di persone), è obiettivo ragionevole ipotizzare un  raddoppio del numero nei prossimi  tre anni.

D: Ci racconti in sintesi cosa fa l’Associazione Amici Parkinsoniani Biellesi?

Eugenio: L’associazione opera su diversi versanti. Le principali attività istituzionali sono le seguenti. In primo luogo l’attività fisica adattata, per la quale siamo certificati dall’ASL, che si effettua presso due diverse sedi sotto la guida di operatori specializzati. Poi la stimolazione cognitiva, eseguita ed eseguibile on line da un neuropsicologo. Abbiamo anche la logopedia, intesa a migliorare le capacità espressive dei pazienti. È inoltre operativo un centro sollievo, che rappresenta una opportunità di appoggio per malati più fragili, in attesa e nella speranza di evolvere verso un vero e proprio centro diurno. Al sabato si fa nordic walking: in altre parole, si fanno brevi camminate per mantenere il più possibile la mobilità. Per i più ambiziosi, ecco il proetto “Senza tremori” che porta a percorsi più lunghi ed impegnativi, da affrontarsi, appunto,”senza tremori”

D: Perché ci sarà un festival a novembre e da dove viene il nome “Mano a farfalla”?

Eugenio: C’è una settimana ogni anno, di norma l’ultima di novembre, in cui l’associazione Amici dei Parkinsoniani Biellesi offre alla cittadinanza una testimonianza diretta. Abbiamo scelto il Festival come idea di fondo, perché riassume tutti gli elementi festosi, insieme, seri che ci portano a stare insieme ed a far parlare di noi. Perche’ “ Mano a farfalla“? È il titolo di una struggente poesia di un cantante, Bruno Lauzi che, ammalatosi di Parkinson, vide nel movimento della mano tremante il richiamo del volo della farfalla

D: Cosa succederà nella prossima edizione novembre 2025?

Eugenio:  Si comincia sabato 22 novenbre in Duomo a Biella, per ascoltare un pianista che, pur affetto da distonia focale, riesce a suonare Bach con una mano sola , la sinistra, dimostrando così quanto la forza di volontà riesca a superare molti ostacoli. Si prosegue martedi 25 e mercoledì 26 con due incontri a Città Studi su argomenti di grande spessore. Il primo giorno ci dedicheremo alla figura del caregiver, il silenzioso sostegno dei malati nelle esigenze di tutti i giorni. Il secondo, affronteremo il delicato argomento della reazione alla conoscenza di una diagnosi di Parkinson. Infine, sabato 29 novembre, sempre a Citta’ Studi, nell’Auditorium, sara’ la volta di Ron , il cantautore vincitore del Premio Tenco alla carriera. A lui affidiamo il compito di concludere alla grande il nostro Festival Arrivederci a fine novembre!

Associazione Italiana Leucemie Biella

Con l’intervista a Simonetta dell’AIL Biella iniziamo il lavoro di indagine, promesso dopo l’Assemblea dei Sindaci del 4 settembre scorso, sullo stato della Sanità Territoriale, sulle iniziative che ci sono da parte dell’associazionismo e sulle proposte che da questo e dai cittadini vengono

Domanda: Avete appena concluso un’iniziativa che si chiama Fitwalking Baraggia 2025. Ci spieghi di cosa si tratta?

Simonetta: La Fitwalking è un evento sportivo solidale organizzato dall’Associazione Italiana Leucemie  e giunto alla nona edizione a livello nazionale, la terza edizione sul territorio biellese, si svolge nel mese di settembre in occasione del mese internazionale della consapevolezza sui tumori del sangue.

gruppo di cammino dell'Associazione Italiana Leucemie in Baraggia con in lontananza le montagne con la prima neve
di AIL BIella

La Fitwalking for AIL è una camminata non competitiva nata come momento di solidarietà e sensibilizzazione. Anche quest’anno si è svolta nella bellissima cornice della Baraggia di Candelo, un facile percorso di 5 km in mezzo alla natura a cui hanno aderito più di 250 persone, famiglie con bambini e amici a quattro zampe. 

D: Credi che siano attività da rendere più continuative e da inserire nella sanità territoriale?

D: State lavorando con l’ASL sui Percorsi di Salute Diagnostici e Terapeutici Assistenziali (PSDTA)

R: Con l’ASL abbiamo in essere due convenzioni, la prima per l’attività dei volontari in ospedale, la seconda relativa al progetto Psicologo in ematologia, supporto che offriamo gratuitamente a pazienti e famigliari durante tutto il percorso di cura. In adesione al  programma di promozione della salute in collaborazione con l’ASL di Biella, l’Ufficio Scolastico Territoriale e gli Istituti scolastici, incontriamo ogni anno gli studenti delle suole superiori per parlare di donazione di midollo osseo.

R: Penso di si  laddove la presa in carico del paziente sollevi l’ospedale e diventi punto di riferimento per i cittadini 

D: Quali sono le prossime iniziative che avete messo in cantiere?

R: Il 14 settembre prende avvio il Corso di formazione Volontari finalizzato alla ricerca di nuovi volontari e all’aggiornamento formativo dei volontari attivi. 

Oltre ai servizi finalizzati a migliorare quanto più possibile  la qualità di vita dei nostri assistiti, promuoviamo la cultura del dono e incoraggiamo l’adozione di corretti stili di vita, Questo impegno si traduce anche in momenti di confronto aperti alla cittadinanza quali ad esempio il Convegno “Un mondo possibile – rispetto – cura – dono” che si terrà il 25 ottobre presso l’Auditorium del Lanificio Maurizio Sella. Sarà un’occasione per riflettere insieme su quanto le nostre scelte quotidiane incidano sul benessere fisico, sociale e relazionale.

Quanto alle attività sportive, il 26 ottobre si svolgerà la quarta edizione del torneo benefico di Padel presso il Santo Stefano Padel & Tennis di Sandigliano: altra bellissima occasione per coniugare sport e solidarietà che trova un buon riscontro tra gli appassionati di questo sport.

Infine nei giorni 5-6-7-8 dicembre si svolgerà la campagna Stelle di Natale AIL, importante campagna di raccolta fondi che ci vedrà presenti in tante piazze sul territorio per offrire le tradizionali stelle di Natale, anche di squisito cioccolato e altri prodotti. Insieme alla campagna uova di pasqua, costituisce la maggior fonte di finanziamento per la nostra associazione consentendoci di sostenere tutti i nostri progetti sul territorio.

Sanità: confronto aperto

Presso la sala conferenze della ASL di Biella, giovedì si è tenuto un incontro, sollecitato e richiesto da un comitato che si è fatto portavoce da mesi, di una petizione a cui hanno aderito sindaci, in carica o ex, amministratori e vari cittadini che hanno a cuore il Biellese.

Scopo della petizione è avviare un confronto costruttivo e continuo tra la cittadinanza e  l’Azienda Sanitaria locale, I lavori in sala sono stati coordinati dal presidente della Provincia Ramella, (che ha fatto da tramite a questa petizione) alla presenza del sindaco di Biella Olivero, del direttore generale dell’Asl Sanò e dei suoi collaboratori e di tante persone senza un ruolo istituzionale e non solo tra i firmatari del documento . Si è parlato della carenza dei medici, delle liste d’attesa, dell’organizzazione della medicina sul territorio, delle convenzioni con le RSA , delle persone con disabilita, e delle mobilità.

Il Direttore Generale Sanò ha messo in luce una serie di importanti risultati ottenuti dall’ospedale in un contesto locale, a suo dire, complicato da un calo inarrestabile della popolazione (perdiamo 1000 abitanti all’anno) e da un tasso di vecchiaia tra i più alti del mondo. Secondo Sano’, i Biellesi sarebbero i più longevi al mondo al pari di Andorra e Montecarlo.

E noi che pensavamo fossero gli abitanti di Perdasdefogu, in Sardegna. A parte queste “curiosità” il direttore dell’ASL ha sfoderato dati, slides , parlando come un fiume in piena, esaltando la nostra piccola realtà sanitaria, (un po’ meno l’attrazione della nostra terra biellese sic), se rapportata al resto del Piemonte dove si colloca come efficienza al quinto posto. Ha contestato le criticità sollevate dai firmatari e da alcuni interventi in aula , dove nel dibattito sono state fatte alcune obiezioni all’operato dell’ASL, ritenendo che la percezione negativa che traspare non corrisponde alla realtà e che molte problematiche sono riscontrabili anche in città diverse dalla nostra, ad es la carenza dei medici di medicina generale (arrivati in alcuni casi a 1800 pazienti per un medico).

Insomma il quadro idilliaco dipinto dal direttore dell’Asl, si scontra un po’ con la diffusione negli ultimi anni dei servizi sanitari a pagamento che hanno avuto un impulso significativo nel biellese in quanto le persone sono stufe di attendere i tempi delle prenotazioni del pubblico. L’attuazione della rete del distretto ospedaliero deve essere completato, le case di riposo per le convezioni vanno monitorate e liste d’attesa per gli esami pure .

I toni in sintesi sono stati quasi, fin troppo ovattati, però lo spirito iniziale del comitato non voleva essere solo critico, ma soprattutto costruttivo e pertanto si è assistito ad un’ importante novità nel biellese, in cui tutto ci sembra in declino.

Un ‘esperienza di cittadinanza attiva, (tanto decantata, ma quasi mai attuata) in cui ognuno può far sentire la propria voce dando possibilmente un contributo, come è avvenuto, per confrontarsi con le istituzioni senza i soliti filtri.

Per non disperdere le energie e vanificare gli sforzi, sarebbe opportuno proseguire su questa scia del confronto aperto, trimestralmente, conferenza dei Sindaci sulla Sanità aperta, in modo da accertare quanto è stato presentato e promesso giovedì in uno spirito trasparente e collaborativo. Vedremo se cosi sarà.

Vittorio Barazzotto

A testa alta per la sanità territoriale

Discorso per la Conferenza Assemblea dei sindaci del 4 settembre 2025

Cari Sindaci, Gentile Presidente della Provincia di Biella e colleghi consiglieri presenti sono Ettore Macchieraldo, uno dei primi firmatari della petizione che in qualche modo, forse un po’ troppo rocambolesco, ha promosso l’assemblea di oggi. So, essendo un semplice consigliere del Comune di Roppolo, di non avere i titoli per intervenire.

Nella mia qualità di consigliere, diciamo che il diritto di parola me lo sono guadagnato “sul campo”, da mesi mi sto documentando e confrontando con i cittadini per arrivare preparato a questo appuntamento.

Mi rivolgo a voi Sindaci, anche al mio di Roppolo, per invitarvi a prendere le vostre responsabilità! Il Servizio Sanitario Nazionale è una grande conquista da difendere, e voi avete, tra le vostre prerogative, la salute pubblica nel vostro territorio.

Potreste, ad esempio, convocare più spesso questi appuntamenti, anche ogni tre mesi. La situazione credo lo esiga.

Può farlo in via diretta, come questa volta, il Sindaco di Biella, ma potete anche farlo come Sindaci degli altri comuni. Basta il 10% di voi che lo richieda, cioè bastano 7 firme.

Ho un altro titolo, credo, per parlarvi, ed è quello di utente; avendo ricevuto quattro anni fa una diagnosi di Parkinson. E, credetemi, quando si vive con un compagno come il Parkinson, la visione  della sanità pubblica cambia radicalmente.

Ascolto con attenzione, speranza e preoccupazione i discorsi sulle Case di Comunità, sul rafforzamento della sanità territoriale, e vedo gli sforzi che vengono fatti grazie ai fondi del PNRR. Si parla di luoghi fisici di prossimità, di team multidisciplinari – medici, infermieri, specialisti, persino assistenti sociali. L’idea è quella di coordinare i servizi, di prendere in carico la persona a 360 gradi, specialmente noi malati cronici. 

Come può migliorare la vita avendo a portata di mano la fisioterapia, il supporto psicologico, e magari un aiuto per le pratiche burocratiche!

L’idea di avere un Ospedale di Comunità a Biella e Case della Comunità a Cossato e Valdilana, con le Centrali Operative Territoriali che dovrebbero coordinare tutto, è un passo avanti verso una sanità  più vicina a noi.

E, vi chiedo, ma “la bassa” e la Valle Elvo, ovvero due luoghi in cui vivo e che frequento per lavoro, come mai non paiono rientrare tra gli investimenti in programma?

Ho letto di “strutture non patogene di per sé” , e questo è un concetto chiave. La sanità non deve creare nuove barriere o alienare. Ha bisogno di consapevolezza e informazione, anche da parte del personale. Non basta un medico o un infermiere, se non capiscono la complessità della nostra condizione, che va ben oltre la terapia farmacologica.

Ed è qui che entra in gioco la vera forza della comunità, il principio di sussidiarietà. Su questo, con due associazioni di cui faccio parte, abbiamo realizzato un progetto, “Senza tremori”, che verrà raccontato in un documentario che proietteremo a novembre a Città Studi a Biella. Consideratevi tutti caldamente invitati.

Le Case di Comunità dovrebbero essere i ponti tra la sanità formale e questa vitalità del terzo settore. Non solo erogare prestazioni, ma diventare veri e propri punti di riferimento dove le nostre associazioni possano trovare spazio, dove si promuova l’attività fisica, il supporto psicologico, l’integrazione sociale. Dobbiamo essere lungimiranti e pianificare perché queste strutture devono essere dotate di personale competente e, anche, sensibile alle nostre specifiche esigenze, capace di  dialogare con chi, come me, si confronta con la malattia, ogni giorno.

Ma la vera sfida, oggi, è garantire che l’impulso dato dal PNRR alla sanità territoriale non sia un fuoco di paglia. Questi investimenti sono vitali per rinnovare infrastrutture e modelli organizzativi, ma è cruciale che si creino le condizioni affinché la sanità territoriale possa proseguire e prosperare anche dopo l’esaurimento dei fondi europei, ovvero dal 2027 in poi. 

Dicevo che ho letto i documenti, non sono un esperto, ma, per chiudere il mio discorso, ci sono delle domande che vorrei porvi sul Bilancio. Non metterò “la testa sotto i vostri piedi” come Troisi e Benigni in “Non ci resta che piangere”, anzi esigerei che ci fossero delle risposte.

Intanto, da profano, non capisco come mai non ci sia un bilancio consuntivo del 2025, ma solo quello preventivo, almeno io non sono stato in grado di trovarlo.

E poi, sempre da ignorante, mi risulterebbe un aumento registrato del 10,31 % rispetto al 2024 delle “Compartecipazioni al personale sanitario per attività libera professione”. E’ una percentuale alta, la confermate?

Vorrei sapere anche a quanto ammontano le risorse impegnate per gettonisti e per eventuali esternalizzazioni dei servizi medici. Ce le potete fornire?

Siete in grado di calcolare la perdita causata da chi va a farsi curare in altre Regioni? sarebbe un dato importante sia per il Bilancio che per capire se la sanità locale ed eventualmente regionale funziona, 

Infine, a me risulterebbe che il Bilancio preventivo 2025 è in perdita di circa 35 milioni di euro. E così? E se sì cosa intendete fare?

Le domande sono poste con l’intento di salvaguardare il Servizio Sanitario Nazionale. Istituito nel 1978 per garantire parità di trattamento a tutti, è un patrimonio da attualizzare ai tempi correnti. Quello che non dobbiamo fare è dilapidarlo.

Aggiungo, prima di lasciare la parola ad altri, che spero di non essere più necessario per la prossima assemblea.

Auguro a tutti buon lavoro.

Ettore Macchieraldo

Ottimizzare le risposte del sistema sanitario ai bisogni e alle aspettative dei pazienti

E’ indispensabile per ottenere il risultato che si instauri una reale collaborazione tra le 3 gambe del “piccolo tavolo” sanità (2230 €/anno spesi x ogni cittadino italiano): pazienti/associazioni – clinici/personale sanitario/medici di base – Istituzioni/direzione sanitaria (datore di lavoro).

Fare rete (effetto leva): senza se e senza ma, se vogliamo avere qualcosa che funzioni, che sia utile e che riduca anche i costi della sanità (ci sono 8.000.000 di italiani con disabilità di cui 2.000.000 con malattie rare).

Le leggi italiane in ambito di sanità prevedono tutto (DM 77 2022 riforma del SSN per parlare della madre), ma spesso non sono applicate per mancanza di decreti attuativi e poi non servono 20 sanità regionali diverse o meglio 180 sanità per ogni ASL/azienda ospedaliera

I 5 cardini dei bisogni “comuni” di tutti i pazienti sono: presa in carico-PSDTA, emergenza-urgenza, mantenimento, ausili, farmaci.

Serve una governance e un sistema informatico

Alcuni capisaldi:

  • mettere in pratica, semplificare, accorpare i PSDTA (Percorso di Salute e Diagnostico Terapeutico Assistenziale) per le principali patologie. Quindi dalla presa in carico clinica (l’ASL di Biella è centro di riferimento regionale per qualche patologia?) alla presa in carico territoriale
  • Fascicolo sanitario elettronico che abbia disponibili e accessibili: il profilo sanitario sintetico del paziente (caricato dai medici di base o pediatri), le schede di emergenza urgenza, gli esami diagnostici effettuati, le prescrizioni di farmaci e terapie
  • Percorsi preferenziali del tipo D.A.M.A. (Disabled Advanced Medical Assistance) già operanti in alcuni ospedali, che per le persone anziane, fragili o in situazioni particolari, prendono in carico il paziente e ottimizzano le visite necessarie con un solo accesso alla struttura riducendo anche i costi
  • Percorsi certi e sicuri per le EMERGENZE / URGENZE:attivare i protocolli necessari per assicurare i corretti interventi
  • Applicazione dei LEA (livelli essenziali di assistenza) e dei LEP (livelli essenziali di prestazioni)
  • Prenotazioni visite: spesso ci si sente dire che non ci sono date disponibili (non parte il timing dei giorni per la prestazione?) o che dopo una prima visita l’appuntamento successivo è anche un anno dopo. Quindi non c’è il servizio
  • Eliminazione barriere per le persone con ridotta mobilità per tutte le prestazioni fornite all’interno dell’ospedale

Le persone vorrebbero avere la tranquillità di vedersi assicurati i più recenti ed elevati standard di cura multidisciplinare accettati dalla comunità scientifica internazionale, indipendentemente dal luogo di residenza è ciò potrebbe apparire a prima vista una ulteriore spesa. Ma in realtà si tratta di un investimento

Le differenze principali nel confronto tra una persona ben curata rispetto ad una persona che ha ricevuto una presa in carico deficitaria:

  • Minori accessi agli ospedali (visite di controllo più diradate nel tempo)
  • Minori accessi ai Pronto Soccorso e per minore durata
  • Minore ricorso alle terapie intensive e per minore durata temporale
  • Minor ricorso agli ausili (tappe spostate e diluite nel tempo)
  • Slittamento delle tappe tipiche delle patologie (perdita di funzioni, perdita deambulazione, ricorso a macchine per la respirazione, etc.…
  • Clima migliore in famiglia (minori tensioni, abbandoni,
  • Familiari non costretti a lasciare il lavoro per essere caregiver
  • Le persone possono lavorare non gravando sulle pensioni,
  • Senza contare un grado di soddisfazione personale migliore

Occorre un salto in avanti per fornire le giuste cure e dignità sociale.

La speranza è che il nuovo piano socio-sanitario sia lo strumento giusto per fare il salto.